
Il volume espone anzitutto tutti i materiali della necropoli "Galoppatoio" di Via Canale e quanto resta del vicino abitato, ma anche tutti i reperti di epoca villanoviana inediti e conservati nei depositi del museo, derivanti sia da raccolte degli anni Ottanta sia da recenti ricognizioni (pubblicate solo in parte) al fine di testimoniare l'importanza del territorio castelfranchese nell'ambito della civiltà etrusca.
Le difficoltà riscontrate sul campo archeologico di via Canale sono state notevoli e la distruzione del sepolcreto del "Galoppatoio" dovuto ai lavori agricoli ha compromesso molte informazioni. Va aggiunto che i reperti provenienti dal territorio, conservati nella vecchia raccolta civica e rinvenuti tramite raccolte sporadiche, recano spesso un'indicazione topografica generica, affidata a volte a uno schizzo e al nome di una località del Comune. I due dati vanno dunque interpretati con un buon margine di prudenza.
Gli scavi d'emergenza condotti dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune di Castelfranco hanno rinvenuto due evidenze archeologiche: alcune tombe scoperte fortuitamente nel 1988 durante lavori agricoli per l'impianto di un nuovo vigneto, e un abitato etrusco rinvenuto nel 1991 durante i lavori per la strada provinciale lungo quella che oggi è via del Villanoviano.