MEDIOEVO SVELATO
STORIE DELL’EMILIA-ROMAGNA ATTRAVERSO L’ARCHEOLOGIA
mostra
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Comunicato stampa

Middle Ages revealed

Grazie alle scoperte archeologiche degli ultimi 40 anni, una mostra al Museo Civico Medievale ricostruisce  le composite vicende con cui Goti, Longobardi, Bizantini e i nuovi centri di potere (castelli, monasteri, edifici di culto e Comuni) hanno scritto la storia dell'intera regione dal  IV-V  secolo e gli inizi del XIV

Imola (BO), loc. Villa Clelia. Fibula a disco con teste di rapace rinvenuta in una sepoltura femminile di età gota (V secolo)MEDIOEVO SVELATO
Storie dell'Emilia-Romagna attraverso l'archeologia

Lapidario del Museo Civico Medievale
Via Manzoni
BOLOGNA

17 febbraio - 17 giugno 2018
inaugurazione venerdì 16 febbraio 2018, alle ore 18

info mostra
altre iniziative collegate alla mostra

Cinema e Medioevo. Domenica matinée al Cinema Lumière

Bologna, antica colonia latina lungo la Via Aemilia, ospita al Museo Civico Medievale una mostra che consente un viaggio nel tempo di quasi un Millennio (dal IV-V secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e persino gastronomici tra l'Emilia longobarda e la Romagna bizantina, la prima tradizionalmente legata alla lavorazione e consumo della carne suina, l'altra nota per la cucina a base di carni ovine, in particolare del castrato.
Il racconto si dipana dalle trasformazioni delle città tardoantiche all’evoluzione degli insediamenti rurali, evidenziando il potere dei nuovi ceti dirigenti (Goti, Bizantini e Longobardi) attraverso la ritualità funeraria. Dopo un’istantanea sulle città nell’alto Medioevo, profondamente ridimensionate rispetto alla vitalità dei secoli precedenti e contrapposte al dinamismo dei nuovi empori commerciali quali ad esempio Comacchio (FE), lo sguardo si allarga alla riorganizzazione delle campagne (villaggi, castelli, borghi franchi, pievi e monasteri).
La narrazione termina ciclicamente con la rinascita delle città, studiate nella nuova fase di età comunale.
La mostra è curata da Sauro Gelichi (Professore Ordinario di Archeologia Medievale, Dipartimento Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia) e Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara).

L’esposizione offre una panoramica del territorio regionale attraverso quasi un millennio di storia: più di 300 reperti (327 ma in realtà molti di più perché ad esempio gli elementi di una cintura sono considerati un'unità, così come una coppia di orecchini, un pettine con astuccio o le perle di una collana) tracciano il quadro di una narrazione che va dalla Tardantichità (IV-V secolo) al Medioevo (inizi del Trecento). L’Emilia-Romagna fornisce una prospettiva di ricerca privilegiata per la comprensione dei fenomeni complessi che nella delicata fase di passaggio al Medioevo investono non solo gli aspetti politici, sociali ed economici ma la stessa identità culturale del mondo classico.
La mostra è articolata in sei sezioni.
La I sezione è incentrata sul tema della “Trasformazione delle città”, ossia sull’evoluzione dei centri di antica fondazione, in rapporto ai cambiamenti socio-economici e all’organizzazione delle nuove sedi del potere sia laico che ecclesiastico. In Emilia, in particolare a partire dal III secolo, si assiste a una sorta di destrutturazione residenziale, a una riduzione del perimetro urbano e a un potenziamento delle opere difensive. Al contrario, in Romagna, l’attività edilizia è particolarmente fiorente proprio nel V-VI secolo, in concomitanza con le vicende che condussero Ravenna ad assurgere al ruolo di capitale dell’Impero d’Occidente. Significativi in questo racconto appaiono alcuni oggetti-simbolo: i tesori, riserve di valore accantonate dai proprietari nella disattesa speranza di recupero (oreficerie, vasellame in metalli di pregio e oggetti liturgici) da Reggio Emilia, Cesena, Rimini e Classe e reperti databili entro il VI secolo da Parma e da Ravenna.
La II sezione, imperniata sulla “Fine delle ville” prende in esame l’insediamento rurale di tipo sparso, già tipico delle villae e delle fattorie di età imperiale fino al VI-VII secolo; per quanto fortemente ridimensionato, tale modello mostra in alcuni settori dell’Emilia (Baggiovara-MO e altri siti del Bolognese) una sostanziale tenuta, se non una ripresa in età tardo antica, attraverso il fenomeno del recupero degli spazi secondo esigenze di carattere funerario e produttivo, che sottendono l’articolazione del quadro socio-economico dell’epoca, strettamente interrelato all’inserimento e/o all’integrazione di comunità alloctone (come i Goti e i Longobardi) nelle proprietà rurali. Al contrario, in Romagna sono stati individuati complessi residenziali da porre in relazione con una committenza elitaria, riconoscibile nella corte imperiale romana e gota (Russi-RA e Galeata-FC): tali abitazioni di pregio evidenziano il ruolo dei nuovi ceti dirigenti, anticipando le trasformazioni che condurranno ai grandi cambiamenti dell’alto Medioevo.
I grandi mutamenti e, in particolare, l’ideologia funeraria di VI-VII secolo caratterizzano la III sezioneNuove genti, nuove culture, nuovi paesaggi”: in tale periodo l’Emilia-Romagna consente di rilevare la sostanziale continuità tra età romana e gota (Parma, Imola - ricco corredo da Villa Clelia, Bentivoglio-BO) e la forte differenziazione tra territori soggetti ai Longobardi (Emilia) e ai Bizantini (Romagna, qui rappresentata da Faenza e da Rimini). In particolare i rituali di morte dei Longobardi appaiono strettamente connessi con i modi di trasmissione del potere nella società dei vivi: gli elementi di corredo sembrano scelti di volta in volta per ostentare prestigio sociale negoziato localmente da parte di quelle popolazioni che nel corso del VI e VII secolo acquisiscono una supremazia politica all’interno del territorio dell’impero. Tra i reperti, selezionati prevalentemente nei territori di Parma e Piacenza, emergono - per la chiara presenza di simboli identificativi di rango - gli straordinari corredi individuati nel sepolcreto longobardo di Spilamberto (MO).

Spilamberto (MO) - Corno potorio in vetro di età longobarda
Spilamberto (MO) - Corno potorio in vetro di età longobarda (VII secolo)

Allo sfarzo di alcuni manufatti afferenti alle sepolture fanno riscontro i pochi materiali recuperati nei contesti urbani regionali (Parma, Fidenza-PR, Rimini e Ravenna) della IV sezioneCittà ed empori nell’alto Medioevo”. All’opposto, nell’VIII secolo spicca per vitalità e capacità economica l’emporio commerciale di Comacchio (FE), importante centro lagunare aperto, in cui l’acqua gioca il ruolo fondamentale di via di comunicazione, trasporto e smistamento delle merci. Gli scavi e le ricerche archeologiche degli ultimi anni hanno recuperato reperti decisamente eccezionali, qui esposti, come una matrice per lettere in bronzo e un’altra per cammei vitrei bicolore.

Parma, bicchieri in legno (X-XI secolo)
Bicchieri in legno (X-XI secolo) recuperati in buche utilizzate per lo smaltimento dei rifiuti. Parma, scavi in piazza Garibaldi, Cassa di Risparmio

Con la V sezioneVillaggi, castelli, chiese e monasteri: la riorganizzazione del tessuto insediativo” vengono evidenziate le nuove forme d’insediamento tra l'VIII e il XIII secolo: castelli (Canossa, RE), villaggi di pianura (Fraore, PR), talvolta fortificati (S. Agata Bolognese), borghi franchi (Castelfranco Emilia, MO), chiese rurali perfettamente integrate nella rete itineraria (Pieve di S. Vitale-Carpiteti, RE - Pieve di Casola Valsenio, RA), e il ruolo dei monasteri (Bobbio, PC e Nonantola, MO) incaricati del perpetuarsi della memoria dei defunti e della trasmissione della cultura. 
Il racconto termina ciclicamente -grazie alla VI sezioneDopo il Mille: la rinascita delle città”- con il ritorno al tema dell’evoluzione dei centri urbani, fotografati nella nuova fase di età comunale: Ferrara (di cui sono esposti oggetti di straordinario valore perché conservati nonostante la deperibilità del materiale, il legno), Rimini e Ravenna, caratterizzate da rinnovato dinamismo, e Bologna, rappresentata dalla più antica croce viaria lapidea (anno 1143) recuperata nel 2013 sotto il portico della chiesa di S. Maria Maggiore (via Galliera).
Le storie dell’Emilia-Romagna si concludono a Bologna con altri eccezionali rinvenimenti dall’ex Sala Borsa e dalla chiesa di S. Giacomo Maggiore, edificio alla sommità del quale sono stati recuperati dalla collocazione originaria i bacini (piatti) in maiolica databili agli inizi del XIV secolo. Oltre alla testimonianza di una vocazione decorativa specificamente programmata e realizzata a Bologna, in uno di questi contenitori emerge la figura emblematica del ritratto di frate Simone, identificabile molto probabilmente con l’omonimo sindaco del convento di S. Giacomo.

ologna. Piatto in maiolica dalla facciata della chiesa di S. Giacomo Maggiore
Bologna, bacino (piatto) in maiolica recuperato dalla facciata della chiesa di S. Giacomo Maggiore, con raffigurazione di Frater Simon, identificabile molto probabilmente con l’omonimo sindaco del convento (inizi del XIV secolo). Deposito SABAP-BO

La mostra è curata da Sauro Gelichi  (Professore Ordinario di Archeologia Medievale, Dipartimento Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia) e Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara); coordinamento Cinzia Cavallari, archeologa SABAP-BO. L'esposizione sarà accompagnata da un catalogo scientifico (curato da Sauro Gelichi, Massimo Medica e Cinzia Cavallari)

L'esposizione fa parte di "MMCC 2200 anni lungo la Via Emilia", kermesse promossa per festeggiare i 2.200 anni di tre città romane, Mutina (Modena) e Parma, divenute colonie nel 183 a. C., e Regium Lepidi (Reggio Emilia), istituita come forum negli stessi anni, lungo la via Emilia. 
Organizzata dal Comune di Modena con l'adesione dei Comuni di Castelfranco Emilia, Parma, Reggio Emilia e Bologna.

Medioevo svelato, che allarga il raggio di azione del progetto complessivo a tutta l'Emilia-Romagna, offre una particolare promozione per il pubblico legata alla Card Musei Metropolitani Bologna: grazie a una convenzione tra i Comuni di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia, i possessori della Card avranno diritto all'ingresso con biglietto ridotto alle mostre Mutina splendidissima (Modena, Foro Boario, 25 novembre 2017 - 8 aprile 2018) e On the road. Via Emilia 187 a.C. - 2017 (Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, 25 novembre 2017 - 1 luglio 2018). Reciprocamente, i possessori di biglietto delle due esposizioni di Modena e Reggio Emilia avranno diritto alla riduzione sul titolo d'ingresso per la mostra al Museo Civico Medievale di Bologna.
Nel caso di Parma, l'accordo prevede un impegno congiunto per la comunicazione del nuovo Spazio “Aemilia 187 a.C.”, che sarà inaugurato a dicembre 2017 nel sottopasso Ponte Romano e resterà accessibile gratuitamente. A tutti coloro che presenteranno un biglietto di ingresso per il Museo Archeologico Nazionale di Parma sarà inoltre riconosciuta la tariffa ridotta per visitare la mostra Medioevo svelato.
La partnership attivata al di fuori dall'area metropolitana di Bologna permette di rendere effettiva, anche grazie alla comunicazione e informazione congiunta di tutte le iniziative del progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, l'idea di rete culturale e di museo diffuso sul territorio che è alla base della Card Musei Metropolitani, abbonamento annuale che consente l'accesso illimitato alle collezioni permanenti e offre riduzioni per le mostre temporanee dei musei aderenti al circuito.

Valva di matrice lapidea per lettera “N” (VIII secolo). Comacchio (FE)
Valva di matrice lapidea per lettera “N” (VIII secolo). Comacchio (FE)


Info mostra

Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia

A cura di Sauro Gelichi e Luigi Malnati

Promossa da Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d'Arte Antica, in collaborazione con Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Università Ca' Foscari Venezia, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza, Complesso Monumentale della Pilotta e Polo Museale dell'Emilia-Romagna
Con il sostegno di Gruppo Hera, Banca di Bologna, Coop Alleanza 3.0

Periodo: 17 febbraio – 17 giugno 2018
inaugurazione venerdì 16 febbraio 2018 h 18.00

Sede: Museo Civico Medievale
via Manzoni 4
40121 Bologna

Orari di apertura fino al 28 febbraio 2018: dal martedì al venerdì h 9.00 – 18.30  /  sabato, domenica e festivi h 10.00 – 18.30  /  chiuso lunedì feriali
Orari di apertura dal 1 marzo 2018: dal martedì alla domenica h 10.00 – 18.30  /  chiuso lunedì feriali e 1° maggio

Ingresso: intero € 5  -   ridotto € 3  - gratuito Card Musei Metropolitani Bologna e la prima domenica del mese

Informazioni:
Museo Civico Medievale
via Manzoni 4 | 40121 Bologna
tel. +39 051 2193916 / 2193930
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d'Arte Antica
Twitter: @MuseiCiviciBolo

Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei: Elisa Maria Cerra - Silvia Tonelli
tel. +39 051 6496653 / 6496620
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
elisamaria.cerra@comune.bologna.it
silvia.tonelli@comune.bologna.it

Ufficio Stampa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara: Carla Conti (Ordine giornalisti 83183)
tel. +39 051 220675 (interno 0 123)
sar-ero.stampa@beniculturali.it
carla.conti@beniculturali.it


Altre iniziative collegate alla mostra

Conferenze
Sala delle Arche del Museo Civico Medievale; ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

6 marzo 2018, ore 21 al Centro Sociale G.Costa, via Azzo Gardino 48, Bologna
Cinzia Cavallari (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia
7 marzo 2018, ore 17
Sauro Gelichi (Università Cà Foscari, Venezia)
Raccontare il Medioevo
18 aprile 2018, ore 17
Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara)
Archeologia medievale e tutela del patrimonio archeologico: lo sviluppo di una disciplina e le sue conseguenze nelle buone pratiche di archeologia nelle Soprintendenze
9 maggio 2018, ore 17
Adelmo Garuti (orafo), Francesca Frasca (archeologa)
La collezione di strumenti orafi di Adelmo Garuti (Sasso Marconi).
Un artigiano contemporaneo svela le tecniche di età medievale
16 maggio 2018, ore 17
Riccardo Merlo (autore dei disegni ricostruttivi in mostra)
Comunicare il Medioevo per immagini

Visite guidate
Le visite guidate sono gratuite, previo pagamento del biglietto di ingresso al museo

domenica 18 febbraio 2018, ore 10.30
Visita guidata con Cinzia Cavallari (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara)
domenica 4 marzo 2018, ore 16.30
Visita guidata con Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
venerdì 23 marzo 2018, ore 17.30
Visita guidata con Paolo Cova (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
venerdì 13 aprile 2018, ore 17.30
Visita guidata con Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
domenica 29 aprile 2018, ore 16.30
Visita guidata con Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
venerdì 11 maggio 2018, ore 16.30
Visita guidata con Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
domenica 20 maggio 2018, ore 16.30
Visita guidata con Giacomo Alberto Calogero (RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)
domenica 17 giugno 2018, ore 17.30
Visita guidata a cura di RTI (Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.)

CINEMA E MEDIOEVO. DOMENICA MATINÉE AL CINEMA LUMIÈRE
Via Azzo Gardino, 65 a Bologna - Tel. 051 219 5311
Dopo l’enorme successo delle nostre matinée domenicali, riprendiamo con un nuovo ciclo di proiezioni (sempre colazione inclusa!) accompagnate da presentazioni e incontri.
In occasione della mostra la Cineteca di Bologna organizza un ciclo di film dedicati al Medioevo. La rassegna è dedicata alla rappresentazione del Medioevo al cinema e proseguirà fino a maggio con appuntamenti non soltanto domenicali. Questo mese, grandi autori e grandi capolavori, culturalmente lontani, ugualmente appassionati, gli italiani Olmi e Bellocchio, i russi Ejzenštejn e Tarkovskij, il Medioevo arabo immaginato da Pasolini e quello dell’egiziano Chahine.
Ogni domenica mattina proiezione e colazione! Alle ore 10.30 specialty coffee e pasticceria del Forno Brisa per tutti gli spettatori e a seguire il film
Proiezione e colazione: 6 € (ridotto 5 €)

VENERDÌ 09 marzo 2018, ore 17.30
Medioevo italiano
IL MESTIERE DELLE ARMI
(Francia-Germania-Italia/2000) di Ermanno Olmi (100’)
Olmi spiazza con un salto all’indietro nella storia medievale che, a prima vista, non pareva nelle sue corde. Vince appieno la scommessa e mantiene fede alla complessità morale che il suo cinema ha sempre cercato di sondare. Giovanni dalle Bande Nere difende il papa dai lanzichenecchi di Carlo V e dalle trame delle corti di Ferrara e Mantova. La riflessione sulle patologie della guerra e sulla dignità del morire si avvinghiano a quadri di folgorante forza compositiva e consapevolezza pittorica. “Olmi ci sembra dichiarare due grandi antecedenti. Da una parte Roberto Rossellini, quello dei film didattici per la televisione; dall’altra Robert Bresson e i suoi oratori sacri in forma cinematografica. La cosa straordinaria è che Olmi coniuga e sintetizza, in modo tutto suo, questi due momenti altissimi di storia del cinema ” (Roberto Nepoti).
Lezione di Sauro Gelichi (Università Ca’ Foscari, Venezia)

DOMENICA 11 marzo 2018, ore 10.30
Domenica matinée. Medioevo italiano
ENRICO IV
(Italia/1984) di Marco Bellocchio (85’)
Liberamente ispirato all’omonimo dramma di Pirandello e interpretato da Marcello Mastroianni, il film di Bellocchio “è una rilettura del testo fresca e originale. La vicenda dell’uomo che si finge pazzo e accetta la reclusione e trova nella mascherata della corte medievale un rifugio dalla autentica follia del mondo sano e reale, viene da Bellocchio ambientata in un ‘manicomio aperto’… E il suo Enrico potrebbe ben figurare nella galleria dei giovani disadattati raccontati dal nostro ‘autore arrabbiato’ per definizione, a partire dal Lou Castel di I pugni in tasca” (Tullio Kezich). Le location sono quelle della Rocchetta Mattei.
Introducono Marco Bellocchio e lo scenografo Giancarlo Basili

VENERDÌ 16 marzo 2018, ore 17.30
Medioevo russo
ALEKSANDR NEVSKIJ
(URSS/1938) di Sergej Ejzenštejn (111’)
Nell’aprile del 1242, l’esercito russo guidato dal principe Aleksandr Nevskij respinge l’invasione teutonica durante una battaglia su un lago ghiacciato. Il film della riabilitazione, dell’autocritica, dello spirito antinazista e dell’esaltazione staliniana. Il controllo sulla produzione è ferreo, la cappa della propaganda pesante, Ejzenštejn accetta di limitare le invenzioni formali ai trentasette minuti della battaglia: qualsiasi scena epica sui ghiacci, in futuro, renderà omaggio a questa sequenza formidabile.
Lezione di Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara)
10 posti gratuiti per Amici e Sostenitori della Cineteca
Prenotazioni: amicicineteca@cineteca.bologna.it

DOMENICA 18 marzo 2018, ore 10.30
Domenica matinée. Medioevo russo
ANDREJ RUBLËV
(URSS/1966) di Andrej Tarkovskij (186’)
Opera seconda di Tarkovskij, capolavoro del cinema sovietico, è dedicato alla vita del grande pittore di icone vissuto tra Trecento e Quattrocento. “Il film si carica di riferimenti allegorici alla realtà contemporanea e alla biografia del regista, che realizza uno dei più poderosi e criptici atti di dissenso artistico e morale della storia dell’Unione Sovietica. Lontano da intenti di realismo storico, intesse una visione dell’arte come dono inspiegabile e scommessa con il destino che contrasta con l’indole razionale dell’uomo e con la sua incapacità di accettarsi. Andrej Rublëv è l’artista della modernità, colui che traghetta la pittura dal formalismo bizantino ad un’umanizzazione vicina a quella degli artisti rinascimentali” (Serafino Murri).
Introduce Anna Fiaccarini

VENERDÌ 23 marzo 2018, ore 17.00
Medioevo arabo
IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE
(Italia-Francia/1974) di Pier Paolo Pasolini (129’)
L’ultimo film della Trilogia della vita è anche quello dove forse si esprime più poeticamente il senso dell’utopia pasoliniana, evocando una dimensione popolare e fantastica dove il sesso è vissuto con libera spregiudicatezza in un passato magico, violento e intatto. Le scenografie di Dante Ferretti, i costumi di Danilo Donati, la fotografia di Giuseppe Ruzzolini, contribuiscono allo splendore figurativo di un film ispirato alle fiabe arabe e girato in Etiopia, Yemen, Iran e Nepal. “È un film onirico, è il mio sogno, è un sogno profondamente ideologico perché ho scelto della realtà tutto ciò che nella realtà io amo di più. È una polemica profondamente ideologica contro il mondo moderno così com’è, cioè il mondo del neocapitalismo, della modernità, molto intollerante” (Pier Paolo Pasolini).
Lezione di Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna)

DOMENICA 25 marzo 2018, ore 10.30
Domenica matinée. Medioevo arabo
IL DESTINO
(Al-massir, Francia-Egitto/1997) di Youssef Chahine (135’)
Nella Cordoba del XII secolo, il filosofo arabo Averroè è attaccato dai fondamentalisti e i suoi libri mandati al rogo. Ma i discepoli del pensatore si adoperano affinché le sue opere possano essere tramandate. L’egiziano Chahine racconta il passato guardando al suo presente e alla propria biografia (le polemiche scatenate dal precedente L’emigrante). Con un occhio a Rossellini e uno a Dumas. “Tra amori, tranelli, scontri, vendette e altre situazioni da mélo, padroneggiate dalla regia con vitalismo mediterraneo e senza guardar troppo per il sottile, si fa strada la tesi (antimachiavellica avanti lettera) che ogni politica senza morale è condannata allo scacco” (Tullio Kezich).
Introduce Andrea Morini

Presentando il biglietto della mostra si avrà diritto a un biglietto ridotto per le proiezioni della rassegna (4.50 € invece di 6 €).
Presentando il biglietto di una proiezione della rassegna si avrà diritto al biglietto ridotto per la mostra (3 € invece di 6 €).
Clicca qui per scaricare il programma in pdf (oppure vai su: www.museibologna.it/arteantica)

Durante la mostra sono infine previsti laboratori realizzati da RTI Senza titolo s.r.l. e Aster s.r.l.
Programma completo su: www.museibologna.it/arteantica


Colophon mostra

Ideazione, progetto scientifico e curatela
Luigi Malnati (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara - SABAP BO-MO-RE-FE), Sauro Gelichi (Università Ca’ Foscari, Venezia, Dipartimento di Studi Umanistici)

Coordinamento scientifico e organizzativo
Sauro Gelichi
Luigi Malnati
Cinzia Cavallari

Ufficio mostre
Anna Stanzani, Federico Angelini, Paola Bressan, Siriana Zucchini (SABAP BO-MO-RE-FE)

Supporto organizzativo, prestiti e Garanzia di Stato
Caterina Bon Valsassina (Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), Natalina Ventura (DG APAB, Servizio IV, Circolazione), Antonio Lampis (Direzione Generale Musei), Antonio Tarasco (DG Musei, Servizio I, Collezioni Museali), Antonio Piscitelli, Massimo Gatti
(DG Musei, Servizio I, Ufficio Garanzia di Stato), Federico Angelini, Anna Bondini, Paola Bressan, Sara Campagnari, Cinzia Cavallari, Chiara Guarnieri, Donato Labate, Valentina Manzelli, Tiziano Trocchi, Siriana Zucchini (SABAP BO-MO-RE-FE)
Livia Bissi, Federica Cavani, Lorenza Montanari (SABAP RA-FC-RN)
Roberta Conversi, Anna Rita Marchi, Elisa Montali, Marco Podini, Patrizia Raggio (SABAP PR-PC)
Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta), Marina Gerra, Elisa Maria Grassi (CM Pil)
Mario Scalini (Direttore del Polo Museale dell’Emilia-Romagna), Paola Desantis (PM E-R, Museo Archeologico Nazionale di Ferrara), Andrea Sardo, Rosario Maria Anzalone (PM E-R, Museo Nazionale “Naborre Campanini” di Canossa-RE)
Antonella Mampieri (Museo Civico Medievale)

Verifiche tecniche (idoneità locali sede espositiva)
Valentina Oliverio (SABAP BO-MO-RE-FE)

Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna
Roberto Balzani, Presidente
Claudio Leombroni, Direttore
Fiamma Lenzi, Musei, siti e beni archeologici, Catalogo del Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna

Sabina Magrini
Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia-Romagna

Giorgio Cozzolino
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Giovanna Paolozzi Strozzi
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza

Simone Verde
Complesso Monumentale della Pilotta

Mario Scalini
Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Paola Desantis
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Andrea Sardo
Museo Nazionale “Naborre Campanini” di Canossa (RE)

Ufficio Catalogo
Valentina Manzelli

Ufficio Amministrativo
Roberto Lipparini (Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia-Romagna)
Maria Margherita, Micaela Mignani (SABAP BO-MO-RE-FE)

Progetto di allestimento e layout grafico
Giovanni Poletti (collaboratrice Lorena Pulelli)

Progetto grafico
Fabrizio Passarella (Comune di Bologna)

Apparati didascalici
Sauro Gelichi
Cinzia Cavallari

Restauri
Roberto Monaco, Mauro Ricci, Micol Siboni, Virna Scarnecchia, Monica Zanardi (SABAP BO-MO-RE-FE)
Elena Cristoferi, Alessandra Pocaterra (SABAP RA-FC-RN)
Renaud Bernadet
Isabella Rimondi, Katiuscia Doppiu (Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna, Campus di Ravenna) - Studenti: Diana Scirri, Serena Spadavecchia, Elena Betti e Francesco Parma

Catalogo Scientifico
Curatela
Sauro Gelichi,
Cinzia Cavallari
Massimo Medica
Editore Ante Quem

Referenze fotografiche
Roberto Macrì (SABAP BO-MO-RE-FE)
Paolo Bernabini (SABAP RA-FC-RN)

Albo dei prestatori
SABAP BO-MO-RE-FE
SABAP RA-FC-RN
SABAP PR-PC
Complesso Monumentale della Pilotta
Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale del Friuli (UD), Polo Museale del Friuli
Bobbio (PC), Museo dell’Abbazia
Museo Archeologico della Val Tidone, Pianello Val Tidone (PC), Rocca dal Verme
Musei Civici di Piacenza, Palazzo Farnese
Museo Diocesano di Fidenza (PR)
Musei Civici di Reggio Emilia
Pieve di S. Vitale, Carpineti (RE), deposito SABAP-BO-MO-RE-FE
Museo Nazionale “Naborre Campanini” di Canossa (RE), Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena
Spilamberto (MO), deposito SABAP-BO-MO-RE-FE
Museo Civico di Nonantola (MO)
Museo Civico Archeologico “A. Simonini” di Castelfranco Emilia
Chiesa di S. Maria Maggiore, Bologna
Palazzo Municipale di S. Agata bolognese (BO)
Museo Archeologico Ambientale di S. Giovanni in Persiceto (BO)
Museo didattico del territorio, Torrione sforzesco, Mordano, loc. Bubano (BO)
Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani”, Valsamoggia, loc. Bazzano (BO)
Comacchio (FE), Museo Delta Antico
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Deposito di Palazzo Bonacossi (FE), Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Voghiera (FE), Museo Civico di Belriguardo, Polo Museale dell’Emilia-Romagna
Museo Civico Archeologico di Cesena (FC)
Galeata (FC), Museo Civico Mons. D. Mambrini”
Faenza (RA), deposito SABAP-RA-FC-RN di Palazzo Mazzolani
Museo della città di Rimini “L. Tonini”

Disegni ricostruttivi
Riccardo Merlo

Scavi archeologici
MIBACT, SABAP-BO-MO-RE-FE, SABAP-RA-FC-RN, SABAP-PR-PC, Università Ca’ Foscari-Venezia-Dipartimento Studi Umanistici, Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna