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2200 anni lungo la Via Emilia
mostre, iniziative, eventi
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Modena e Parma colonie romane nel 183 a.C., Reggio Emilia  forum negli stessi anni, mentre sei anni prima, nel 189 a.C., il Senato romano dichiara colonia Bologna dopo averla strappata ai Galli Boi. Storie, curiosità e scoperte di quattro città accomunate dall'ubicazione lungo la Via Emilia, elemento unificante della regione che tuttora ne porta il nome

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2200 anni lungo la Via Emilia

La necropoli orientale di Mutina lungo via Emilia est (disegno Riccardo Merlo)

In occasione del duemiladuecentesimo anniversario della fondazione di Modena e Parma e a pochi anni dallo stesso anniversario celebrato dalla Via Emilia nel 2013 (costruita nel 187 a.C.), quattro città nel cuore della regione riflettono sulla loro storia più antica quando attorno alla Via Aemilia si radicò una cultura in grado di superare differenze etniche e campanilismi. Lungo quell’itinerario mai dismesso hanno viaggiato dall'antichità sino ai giorni nostri non solo le merci e i prodotti di un'economia da sempre florida, ma anche fiumi di persone, con il proprio bagaglio di esperienze, idee, sensibilità, lingue e credi religiosi differenti. Si è così formata una cultura aperta verso il viaggiatore che affonda le proprie radici in una società che fa dell'accoglienza una delle sue maggiori risorse.

www.2200anniemilia.it

Nel 2017 la via Emilia si percorre a passo di storia. Prima le celebrazioni di 2.200 anni dalla nascita romana di tre città: Mutina (Modena) e Parma divenute colonie nel 183 a. C. e Regium Lepidi (Reggio Emilia), istituita come forum negli stessi anni. Poi, con un ulteriore passo nel tempo e nello spazio lungo la stessa strada, l’approdo a Bologna, dove al centro dell’attenzione ci sarà il Medioevo emiliano - romagnolo.
La via Emilia, arteria unificante della regione che tuttora ne conserva il nome, si propone come un itinerario per scoprirne la storia antica e gli aspetti che hanno contribuito a definire l’identità delle città e del territorio che collega.
Nell’ambito del progetto annuale “2200 anni lungo la via Emilia” le città di Modena, Parma e Reggio Emilia propongono un programma di celebrazioni ricco di mostre, ricostruzioni e di eventi, progettati per coinvolgere pubblici diversi. Ciò che nella regione accade dopo i secoli sotto il segno della repubblica e poi dell’impero romano, sarà poi raccontato da una mostra che si svolgerà anch’essa lungo la strada consolare, a Bologna. Nel capoluogo, l’esposizione “Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia” abbraccerà l’intero territorio regionale con testimonianze dal tardoantico al medioevo.
Modena, Parma e Reggio Emilia riflettono sulla loro storia antica. Mutina e Parma, colonie fondate nel 183 a.C., e Regium Lepidi istituita come forum negli stessi anni, condividono il fondatore Marco Emilio Lepido, console esponente della gens Aemilia, a cui si deve la visione lungimirante di un asse di collegamento dei maggiori centri della regione, che fosse anche presidio politico in quello che un tempo era lo Stato dei Boi, barriera ideale contro le popolazioni liguri, cerniera fra l’Italia centrale e i coloni stabiliti in Gallia: la Via Aemilia, elemento unificante della regione.
Il programma intende non solo valorizzare le origini romane di Modena, Parma e Reggio Emilia ma contestualizzarle nell’ambito del ruolo svolto fino ai nostri giorni dalla strada che le collega. Il ponte fra romanità e contemporaneità è rappresentato con linguaggi diversi che vanno dall’esposizione dei reperti agli incontri di approfondimento scientifico, dalla narrazione alla street art, dalla multimedialità al gioco in un susseguirsi di eventi che accompagneranno tutto il 2017.

Il progetto "2200 anni lungo la Via Emilia" è promosso dai Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle tre Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Parma e Ravenna, dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l'Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.
"2200 anni lungo la Via Emilia" si suddivide in:
Mutina splendidissima - Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, importante città romana dell’Italia settentrionale, Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica. Con le celebrazioni del 2017 si vuole rendere percepibile la realtà sepolta attraverso una serie di eventi e una grande mostra dal titolo “Mutina Splendidissima” (25 novembre 2017–8 aprile 2018) che ne racconti attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo e l’eredità lasciata alla città moderna. In calendario eventi che vanno dalla street art 3D con artisti internazionali a creare varchi illusori verso il sottosuolo (12–14 maggio), alla rievocazione storica (7-10 settembre), alle narrazioni di Ert Fondazione Emilia Romagna Teatro (28 ottobre) che coniugano antiche e moderne abilità imprenditoriali da Mutina al Mef Museo Enzoerrari.
Nell’ambito del programma “Mutina Splendidissima” il Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia propone la mostra "Alle soglie della Romanizzazione: Storia e Archeologia di Forum Gallorum" (7 Ottobre - 13 Novembre 2017) che illustra la nascita e l’evoluzione dell’insediamento di Forum Gallorum con un quadro ricostruttivo sul territorio e la sua economia, passando per l’analisi dell’ideologia funeraria e religiosa, che fornirà anche validi elementi per la lettura topografica dello scenario in cui si è svolta la famosa battaglia di Mutina del 43 a.C. Nella tenuta di Villa Sorra (Gaggio in piano) è in programma anche una iniziativa dedicata ai “grani antichi e al pane”, con correlate degustazioni (8 ottobre).
www.mutinasplendidissima.it
Regium Lepidi - Reggio Emilia è l’unica città della regione che conservi nel proprio nome il ricordo del suo fondatore, il console Marco Emilio Lepido, eponimo anche della via Aemilia. Nel 2017 e 2018 i Musei Civici e la Soprintendenza, prendendo il via dalle recenti scoperte archeologiche in città, propongono un articolato programma di mostre ed eventi destinati a valorizzare i primordi del fenomeno urbano in Emilia. La mostra “Lo Scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città” (8 aprile 2017 - 31 agosto 2017) documenta la storia di un quartiere suburbano, alla luce degli scavi archeologici in piazza Vittoria, mentre “La buona strada. Regium Lepidi e la via Aemilia” (23 novembre 2017 – 8 aprile 2018), documenta la fortuna della strada dagli antefatti in età preromana sino al Medioevo e riporta l'attenzione sulla figura del costruttore, il console Marco Emilio Lepido. Ricostruzioni di mezzi di trasporto e apparecchiature all’avanguardia come i caschi Oculus Rift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code consentiranno di conoscere meglio l’antica Regium Lepidi.
www.musei.re.it
Parma 2.200 - Numerosi sono gli eventi che la Città di Parma ha ideato per i 2200 anni lungo la via Emilia. Tra questi, il ciclo di conferenze e visite guidate “Fondazione Città di Parma 183 A.C.” sulle tracce della Parma romana, gli incontri de “Il Battistero si svela”, dedicati a uno dei monumenti simbolo della città, le esposizioni, come “Archeologia e alimentazione nell’eredità di Parma romana”, che ripercorrerà le origini della cultura alimentare parmense, o “Alla scoperta della Cisa Romana” che riporterà gli esiti della ricerca archeologica sulla sella del Monte Valoria. Arricchiscono il programma il concorso tematico per giovani illustratori, i percorsi “Parma Sotterranea” alla scoperta della città nascosta tra l’età romana e il Novecento, la creazione di “Aemilia 187 a.C”., un nuovo spazio pubblico museale nell’area del Ponte Ghiaia, la “Festa della storia” incentrato sui 2200 anni della fondazione cittadina e un importante convegno scientifico internazionale.
www.comune.parma.it/parma2200
A Bologna il Medioevo svelato - Bologna, antica colonia latina lungo la Via Aemilia, ospita al Museo Civico Medievale la mostra "Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia" (dal 24 novembre 2017 al 2 aprile 2018), che consente di viaggiare nel tempo per quasi un Millennio (dal V secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e gastronomici tra Emilia longobarda e Romagna bizantina (Ravenna). Il racconto si dipana dalle trasformazioni delle città tardoantiche all’evoluzione degli insediamenti rurali, evidenziando il potere dei nuovi ceti dirigenti (Goti, Bizantini e Longobardi) attraverso la ritualità funeraria. Dopo un’istantanea sulle città nell’alto Medioevo, profondamente ridimensionate rispetto alla vitalità dei secoli precedenti, e contrapposte al dinamismo dei nuovi empori commerciali (Comacchio-FE), lo sguardo si allarga alla riorganizzazione delle campagne (villaggi, castelli, borghi franchi, pievi e monasteri). La narrazione termina ciclicamente con la rinascita delle città, studiate nella nuova fase di età comunale. La mostra è curata da Sauro Gelichi (Professore Ordinario di Archeologia Medievale, Dipartimento Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia) e Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara)

L'iniziativa è stata presentata a Palazzo Venezia a Roma venerdì 7 aprile nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maria Utili, Dirigente della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Mibact, Edith Gabrielli, Direttrice del Polo Museale del Lazio, Luigi Malnati, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Valeria Cicala, Funzionaria Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma,  Raffaella Curioni, Assessora a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia, Bruna Gambarelli, Assessora a Cultura e Progetto nuove centralità culturali nelle periferie di Bologna, e  Francesca Piccinini, Direttrice dei Musei Civici di Modena in rappresentanza del coordinamento del progetto "2.200 anni lungo la Via Emilia"

E' possibile scaricare i comunicati e le immagini del progetto "2.200 anni sulla via Emilia" direttamente dal sito www.2200anniemilia.it/press/

tratto della via Emilia visto dall'alto
Veduta area di un tratto della Via Emilia, la consolare romana che dal 187 a.C. congiunge Rimini a Piacenza, dando il nome all'intera Regione

La Via Emilia
Il 2013 è stato per la Regione Emilia-Romagna e le sue città una data speciale perché sono ricorsi i 2200 anni dalla costruzione della via Emilia, realizzata nel 187 a.C. da Marco Emilio Lepido, della nobile gens Aemilia, nel primo anno del suo consolato. L'Emilia è l'unica regione che deve il proprio nome a una strada e ciò la dice lunga sull'importanza e il ruolo che questa via ha avuto per la storia e lo sviluppo del territorio.
La via Emilia rappresenta innanzitutto l'asse su cui si è basata la centuriazione che ha caratterizzato gran parte della Pianura Padana. Come altre vie, essa ebbe valenza strategica perché consentiva di spostare agevolmente gli eserciti; sulla via Emilia, poi, sono sorte città che rappresentavano il capolinea di strade provenienti da Roma e dal versante appenninico e il punto di partenza per le vie dirette al nord. Da Rimini a Piacenza, la via Emilia si raccordava con la Flaminia. Seguendo un tracciato diagonale, a Piacenza intercettava la via Postumia che collegava Genova ad Aquileia; ben presto essa costituì la spina dorsale dell'Italia settentrionale.


Contatti uffici stampa
Modena
Roberto Serio - roberto.serio@comune.modena.it  tel. 0592033812 - 320 4727929,
Pomio Blumm: Irene Guzman - irene.guzman@comune.modena.it  tel. 349 1250956
Con il sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena. www.mutinasplendidissima.it
Reggio Emilia
Patrizia Paterlini - patrizia.paterlini@comune.re.it  - tel. 0522 456532 - 348 8080539  www.musei.re.it
Parma
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www.comune.parma.it/parma2200 
Bologna
Massimo Medica - massimo.medica@comune.bologna.it  - tel 051 2193923
Cinzia Cavallari - cinzia.cavallari@beniculturali.it  - tel. 051 223773-0127


La Via Emilia è una strada poleogenetica, capace cioè di generare un sistema urbano policentrico a sviluppo lineare che nei secoli ha determinato una forte scansione insediativa dove peculiarità, autonomia, carattere comune e complementarietà hanno trovato una naturale vocazione organica anche se spesso oggi rilevabile più in termini potenziali che nella realtà dei fatti.
Per le proprie caratteristiche originarie e sopratutto per la capacità di resistere ai lunghi tempi storici, questa strada consolare ha mantenuto un ruolo strutturante ribadito nell’indotto degli sviluppi infrastrutturali paralleli -ferroviari, autostradali ed oggi della ferrovia ad alta velocità- quale imprinting direzionante la conformazione dell’intera struttura dello spazio regionale.
Ma l’infrastruttura in questo caso si caratterizza innanzitutto per la reciprocità di scambio con il territorio, secondo una relazione dove la funzione dell’attraversare prevale su quella del collegare.
Nell’intercalato tra città e campagna, oggi sempre più in crisi causa i processi opportunistici della conurbazione, ritroviamo diversi gradi e forme di aggregazione insediativa, e quindi di significato, che la Via Emilia è in grado di suscitare attraversando, coinvolgendo e denotando i luoghi.
Rispetto a questa sua funzione semantica, oltre che per il ruolo primigenio di fattore strutturante, non possiamo allora non attribuirle il primato di “principale monumento della Regione Emilia Romagna” dove, etimologicamente, “memini” ci invita a riflettere sulla memoria, su ciò che non possiamo dimenticare per quanto riguarda la storia del nostro abitare, e “moneo” per l’insegnamento che ne deriva rispetto alla responsabilità delle trasformazioni future dei luoghi, tra architettura e paesaggio, genti ed eventi, sul lungo corso della Via Emilia.