Castiglione dei Pepoli (BO).  Ritrovato un elmo di epoca romana
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Uffici stampa Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese e SABAP-BO
28 novembre 2017
L’Arte non vera non può essere Arte. A Bologna il 29 novembre

Le analisi della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna confermano che l’elmo ritrovato lo scorso settembre tra Baragazza e Roncobilaccio è un manufatto originale

Ritrovato a Castiglione dei Pepoli un elmo di epoca romana

L'elmo romano al momento del ritrovamento. La parte originale è quella in bronzo, la calotta è modernaÈ originale e in ottimo stato di conservazione l’elmo appartenuto a un soldato romano e ritrovato tra Baragazza e Roncobilaccio all’inizio di settembre: lo conferma la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna alla quale il prezioso reperto è stato consegnato.

L’elmo è stato ritrovato nei boschi da Andrea Mattei, un ragazzo di Castiglione dei Pepoli che, uscito di casa alla ricerca di funghi, è rientrato con un oggetto di ben altro valore. Resosi conto dell’importanza del ritrovamento, ha responsabilmente allertato il Comune e i Carabinieri.

Già dalla foto, gli archeologi hanno valutato che il reperto fosse riconducibile all’epoca romana nonostante l’eccellente stato di conservazione.
Per fugare ogni dubbio la Soprintendenza di Bologna ha disposto il ritiro dell’elmo per la consegna all’archeologa competente per il territorio, Anna Bondini.
Le verifiche hanno subito confermato il primo responso: si tratta effettivamente di un elmo di epoca romana, databile al I-II secolo d.C.

Le verifiche hanno subito confermato il primo responso: si tratta effettivamente di un elmo di epoca romana.
Il manufatto è composto da una calotta di ferro (priva di qualsiasi interesse archeologico) e da una fascia circolare in bronzo, corrispondente al bordo della calotta dell'elmo (fissata in origine da ribattini), decorata a sbalzo e su quella posteriore da scanalature sbalzate. Sul davanti il bordo è rinforzato da una fascia ribattuta mentre sul retro si allarga in un ampio paranuca (decorato da sbalzi a motivi curvilinei) fissato anch’esso tramite ribattini. I due paraguance, anch'essi sbalzati, sono fissati da una cerniera in ferro e da una linguetta. Per tecnica di esecuzione e morfologia del metallo è attribuibile all'età antica mentre la foggia consente di ricondurlo nello specifico alla tipologia degli elmi dei legionari diffusi in tutto l’impero romano durante i primi secoli dopo Cristo.

Lo stato di conservazione del reperto è eccezionale anche se resta un mistero come abbia fatto a giungere a noi in queste condizioni; con ogni probabilità è stato conservato altrove e condotto nel bosco solo in epoca successiva.

La Soprintendenza ha immediatamente provveduto ad acquisire il reperto al patrimonio dello Stato, in modo da poter valutare insieme al Comune in cui è avvenuto il ritrovamento ogni possibile forma di valorizzazione del manufatto, compatibile con le esigenze di tutela e conservazione.

“Si tratta di un ritrovamento eccezionale che il senso civico di un nostro concittadino ha consegnato alla comunità” commenta Tommaso Tarabusi, assessore al turismo del Comune di Castiglione dei Pepoli. “Ci piacerebbe che l’elmo potesse essere conservato in Comune a Castiglione o in qualche altra zona del nostro territorio: rappresenterebbe un ulteriore tassello sul piano di rilancio turistico sul quale stiamo lavorando in questi anni”.

Nella foto: l'elmo romano rinvenuto nei boschi tra Baragazza e Roncobilaccio nel settembre 2017.
La parte originale, di età romana, è quella in bronzo (la calotta di ferro è priva di interesse archeologico)